Lo scorso 31 marzo, Fashion in Progress ha segnalato al Mudec (Museo delle culture di Milano) che, con la mostra fotografica «The creation of a DIVA – four decades of GUESS images» dedicata alle campagne fotografiche ed alle modelle più iconiche del brand, tenutasi fino al 3 marzo 2025, vi sia stata una narrazione dei fatti incompleta e in gran parte distante dalla realtà.
La mostra, infatti, non ha sorprendentemente tenuto conto delle gravi vicende, anche recenti, che hanno coinvolto negli Stati Uniti d’America il co-fondatore, Paul Marciano, riguardanti proprio i rapporti di quest’ultimo con le modelle del brand, focus principale dell’esposizione.
Come emerge da diverse fonti, infatti, nel 2018 Paul Marciano, dopo che il movimento #MeToo ha indotto diverse aziende di moda a rivedere le proprie politiche interne, è stato accusato da alcune modelle di gravi condotte improprie e di molestie sessuali.
Un comitato speciale nominato ad hoc, a seguito di indagini interne, ha concluso che accuse di condotta impropria « could, and did, arise ». Successivamente Guess stipulava, per tali vicende, diversi accordi di conciliazione e Paul Marciano si dimetteva dal suo ruolo di Presidente Esecutivo.
È stato però permesso a Paul Marciano di restare nel consiglio di amministrazione per poi, qualche mese dopo, essere reintegrato come Chief Creative Officer. Di lì a poco, diverse donne si sono fatte avanti per accusare lo stesso di altre molestie e aggressioni sessuali ma, nonostante le molteplici accuse, l’azienda ha continuato a supportare il suo co-founder.